Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright

  Wright casa Kaufmann

, Casa sulla cascata {); esterno;

1936. BearRun (Pennsylvania). Gli europei si pongono uno scopo fondamentale: dare a tutti i lavoratori che affluiscono nella città un’abitazione tale da soddisfare a un tempo le esigenze collettive e quelle individuali. Essi si collocano quindi nel vivo della società coeva e delle sue problematiche, compiendo un’operazione politica.

Wright sembra invece sfuggire al problema sociale. Mentre in America le città si trasformano rapidamente in metropoli e il grattacielo appare come l’unica soluzione possi- bile, egli propone l’abitazione familiare, immersa nel verde, ampia e confortevole: l’abitazione per la borghesia ricca.

La concezione di Wright è quella dell’architetto antico legato da un rapporto costante al proprio committente, al quale fornisce un prodotto di alta qualità. La società della quale Wright è interprete è quella del self-made- man («l’uomo che si fa da sé»), è quella che ignora (o vuole ignorare) ottimisticamente l’«altra America», l’America dei quartieri poveri.

La Casa sulla cascata

Nel 1936 nasce il suo capolavoro assoluto: la Casa sulla cascata. Adoperando tutte le risorse della tecnologia moderna e i suoi materiali (cemento, ferro, vetro), Wright realizza una delle opere più audaci dell’: un edifìcio costituito da lastre a sbalzo, incernierate su una verticale di pietre in vista.

Il corpo strutturale di pietra si innalza sopra i grandi massi corrosi dal millenario precipitare delle acque; le lastre orizzontali di cemento si sporgono fino al limite della cascata, in parallelo con le rocce e a distanza equilibratamente misurata fra loro e rispetto a quelle; la natura penetra nella casa, gli alberi si protendono verso di essa, che, a sua volta, si protende verso gli alberi, penetrando nella natura.

La casa vive in quell’ambiente (rocce, alberi, acqua) come se vi fosse nata per germinazione spontanea, come una pianta selvatica.

Tuttavia, attualmente il mirabile edificio rischia di crollare nel torrente Bear Run, poichè le sue fondamenta sono logorate dalla corrente. A suo tempo, gli ingegneri della compagnia Metzger-Richardson, che erano stati «chiamati a garantire la sicurezza dell’edificio, si opposero in ogni modo al piano di Wright di costruire la casa non sulle rive del torrente ma proprio sulla cascata, e cercarono di convincerlo almeno a rinforzare le fondamenta con una struttura armata, che avrebbe retto alla corrente e all’irregolarità delle rocce su cui poggiava l’intera costruzione». Ma Wright si oppose e riuscì a convincere i committenti (la famiglia di Edgar Kaufmann), che poi vissero nella casa fino alla loro morte. Gli eredi hanno donato l’edificio, meta di migliaia di turisti, alla Western Pennsylvania Conservacy, che sta tentando di farlo «restaurare» per impedirne il crollo; nel corso dei sopralluoghi si è scoperto che, fortunatamente, all’insaputa di Wright, gli ingegneri della Metzger-Richardson avevano installato dei rinforzi in acciaio, che hanno permesso all’edificio di rimanere in piedi fino ad oggi e a Wright di proclamare fino alla fine: «L’architettura è il trionfo dell’immaginazione umana sui materiali, sui metodi e sugli uomini». Tutto è costruito, tutto è studiato, tutto è calcolato, eppure tutto appare perfettamente naturale esempio mirabile di come l’uomo possa trasformare la natura senza violentarla. Anche l’interno, dal pavimento in pietra, dalle ampie finestre, dagli arredi bassi e orizzontali per non contrastare l’andamento degli spazi, vive in uno scambio reciproco e paritario con l’esterno.

 Wright casa Kaufmann

Frank Lloyd Wright, Casa sulla cascata(Casa Kaufmann), esterno, 1936.BearRun (Pennsylvania).

 Wright interno casa Kaufmann

Frank Lloyd Wright, Casa sulla cascata(Casa Kaufmann), interno; 1936.BearRun (Pennsylvania).

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